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futture
Guy Wagner
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Segreta,
discreta, libera, Marie-Paule Feiereisen ha scelto di esserlo,
decidendo di lasciare il proprio paese per un atelier parigino
ove confrontare il suo stile creativo con l'evoluzione costante
delle arti nel tempo e nello spazio. Partendo dal principio
che tutto è in perpetuo divenire, quest'artista trasforma
il lavoro in una ri-messa in questione della propria persona,
del proprio stile e del proprio modo di confrontarsi con la
situazione odierna dell'arte. Il suo lavoro è pittorico
sia nell'origine che nell'essenza. Per lei si tratta di restituire
all'espressione pittorica dimensione e dignità metafisiche.
Così nella sua ricerca stilistica risale alle pure sorgenti
della pittura per evidenziarne sia il carattere ideale che l'attualità.
La sua pittura interviene sullo spazio e nello spazio, ed è
proprio da ciò che deriva l'importanza primordiale dell'
"ambiente" necessario alle opere. Questo spazio è,
come le definisce Kayser, "arena della pittura in cui entra
in gioco la sua condanna a morte, la sua trasmutazione, la sua
rinascita dalle proprie rutilanti fiamme."
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È vero, questa pittura
divide il destino della fenice, ma ne possiede anche il fiammeggiante
splendore poiché l'artista lavora su colori propri, sul loro
rapporto, la loro intensità, i loro limiti. Un tale approccio
le permette di nascondere e di esprimere quell'emotività che
rappresenta una delle molle della sua creatività.
Così, allorché la Feiereisen parla di "senso"
riferendosi alle tele destinate alla Biennale di Venezia, occorre
leggere bene, rileggere, vedere e rivedere, associare, per poter penetrare
nell'universo di purezza, intensità e sincerità di questa
creazione che incarna la volontà di una artista vera di restituire
alla pittura la sua grandezza originaria.
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© Guy Wagner, 1990 - XLIV Esposizione
Internationale d'Arte La Biennale di Venezia
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